Opinioni Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato - Cora Harrison e recensioni | Opinioni.it

Informativa breve sui cookies

Questo sito utilizza cookie di "terze parti", ossia di cookie installati da un sito diverso tramite il sito che si sta visitando. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
1  Opinione 4.00
  • 1 persona su 1 lo consiglia
Scrivi la tua opinione

  • trama
  • ambientazione
  • personaggi
  • sviluppo
  • adatto a tutti
1 Opinioni per Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato - Cora Harrison
Ordina per
  • margherita123
    La Jane Austen che non ti immagini!
    opinione inserita da Margherita123 il 12/01/2018
    Ho letto alcuni romanzi di Jane Austen e nonostante sia un pilastro della letteratura classica inglese non ho mai avuto grande apprezzamento per questi scritti e dopo aver letto questo romanzo scritto da Cora Harrison che l'ha per protagonista devo ammettere di aver avuto sin da sempre un'impressione sbagliata su Jane Austen stessa e sul suo stile letterario. Devo assolutamente riprendere i suoi romanzi e completare la lettura della sua bibliografia dato che avevo erroneamente gettato la spugna. Il ritratto di Jane Austen che si ricava leggendo questo delizioso romanzo è quello di una ragazza frizzante, ironica, sensibile e molto intelligente, dotata di una vivida immaginazione che la porta ogni giorno a sognare e scrivere qualunque cosa le passi per la testa pur mantenendo saldamente i piedi per terra. Il romanzo si snoda in 310 pagine tra realtà e finzione. I personaggi del libro sono tutti esistiti davvero ed erano realmente parenti ed amici di Jane Austen. Alcuni loro tratti biografici e caratteriali rispecchiano la realtà, quello che è stato inventato sono la descrizione di balli e di alcune rocambolesche vicende frutto dell'ingegno della scrittrice che comunque prima di scrivere questa storia si è accuratamente documentata attraverso esperti, saggi e biblioteche. La storia è scritta sotto forma di diario dalla cugina di Jane che nel libro per distinguerla da Jane Austen si chiama Jenny ma nella realtà si chiama Jane Cooper. Il diario racconta le scorribande delle due cugine che sono anche migliori amiche e del loro periodo trascorso a Bath tra balli ed intrattenimenti, ospiti degli zii Leight Perrot. Jenny racconta il suo travagliato amore con Thomas, il rifiuto di suo fratello e sua cognata ad acconsentire al matrimonio ma nulla ha a che fare con una sdolcinata storia d'amore. Sua cognata Augusta profondamente arcigna viene continuamente derisa dalle due cugine che si divertono con battute e risolini a cui la stessa Augusta risponde piccata. Il diario è costellato di disegni e caricature, scritti che Jane Austen prepara in brutta copia per poi permettere a sua cugina Jenny di appiccicarli sul diario come ricordo. La storia scorre leggera e divertente ma contemporaneamente ci permette di scoprire il vero carattere di Jane Austen, la sua biografia, gli usi e costumi dell'epoca. Mi è piaciuto ricercare poi sul web ulteriori informazioni sulla cittadina di Bath, sulla Pump Room, le Assembly Rooms dove si svolgevano i balli e la Paragon ovvero la dimora degli zii Leight Perrot dove le giovani hanno soggiornato. Il titolo è ironico come l'impronta del romanzo. Jane Austen non si sposerà mai e neanche in questo romanzo lo farà, è semplicemente esplicativo di come Jane fosse così carina e simpatica, spigliata, disinvolta ma al contempo educatissima tanto da attirare le simpatie di molteplici ragazzi che durante le feste preferivano ballare e scherzare con lei piuttosto che concedere balli ed attenzioni alle sue coetanee spesso smorfiose e poco divertenti, suscitando ovviamente le loro ire. Ne sono un esempio le sorelle Thorpe e la cugina Philly. Un libro che non solo mi ha deliziata durante i 4 giorni in cui l'ho letto ma mi ha aiutato meglio a comprendere il lato comico che non sapevo Jane Austen avesse!
    mi è piaciuto tantissimo
    nessuno in particolare