Opinione su Pink Floyd: Personalmente la migliore band di tutti i tempi

Personalmente la migliore band di tutti i tempi

08/12/2017

Vantaggi

tutti

Svantaggi

nessuno


Syd Barrett, Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour: sono questi i componenti dei Pink Floyd, una delle migliori band a livello mondiale, che in oltre quarant'anni hanno fatto la storia della musica.
Un periodo tanto vasto non può essere uniforme ed infatti possiamo identificare chiaramente tre fasi ben distinte nell’arco della loro carriera.
La prima, quella della nascita, dove sono più orientati alle sperimentazioni e che vedono in Syd Barrett il loro leader. Di questo periodo possiamo ricordare sicuramente capolavoro come Atom Heart Mother.
La seconda, che culmina con l'allontanamento di Barrett successivamente ai suoi problemi di "salute", in favore di un giovane chitarrista: David Gilmour, vede un sempre maggiore controllo da parte del bassista Waters, permette il salto di qualità ai Pink Floyd con la realizzazione di "Concept Album" che hanno toccato l'apice con il doppio album "The Wall". Se in Dark Side Of the Moon, il primo di questo concept album, la regia è corale (e si percepisce chiaramente lungo tutto l’album con un’alternanza bilanciata di musica e parole), Wish You Were Here (dove cercano di chiudere il doloroso distacco da Barrett lasciato semplicemente a casa durante una delle loro serate) sancisce già il controllo artistico di Waters, con gli altri a fornire contributi essenzialmente dei contributi puntuali è limitato. Oltre al citato The Wall chiudono il periodo dei concept anche Animals (forse l’album più sottovalutato del gruppo con un’allegoria del mondo basata sul racconto di Orwell) e The Final Cut che Waters dedica al padre morto durante la seconda guerra mondiale.
La terza fase è quella dovuto all'abbandono di Waters, successivamente al loro ultimo album "The Final Cut" (un titolo quasi premonitorio). I Pink Floyd per Waters sono finiti - sciogliendo de facto il gruppo- e solo un tribunale riunirà i tre membri rimasti con un patteggiamento con Waters. Gilmour, Wright e Mason portano avanti il nome dei Pink Floyd con indubbia maestria, ma l’assenza di Waters ai testi lascia un vuoto che non verrà mai colmato ma solo timidamente imitato esclusivamente in parte della loro produzione. L’album migliore di questo periodo è sicuramente “The Division Bell” (una curiosità: il nome dell’album è una intuizione di Douglas Adams, lo scrittore di Guida Galattica per gli autostoppisti).
Dopo il 1985 solo in un’altra occasione i quattro hanno deciso di esibirsi ancora una volta tutti insieme (cosa davvero impensabile anche solo pochi mesi prima): durante il Live 8 organizzato dal loro grande amico Bob Gendol per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi dell’Africa.

Personalmente il periodo che preferisco di più e quello centrale perché le poesie in musica di Waters. Con lui si arriva ad un connubio di musiche e testo (basta pensare che Wish You Were Here, un album sull'assenza è caratterizzato anche dall'assenza di parole per lunghi tratti nella canzone iniziale e finale) che alimentandosi l'un l'altro portano direttamente alla quinta essenza dell'arte.

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    opinione inserita da ess il 24/11/2016
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    no
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    opinione inserita da jimorris il 16/10/2016
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    stile, musica, magnetismo, sperimentazioni, successo
    nessuno
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    una delle band più famose di sempre, vendite eccezionali
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    opinione inserita da agave il 15/10/2016
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    Nessuno
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    opinione inserita da marysyna il 12/10/2016
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    grandioso gruppo
    no